Luce dorata su tutte le cose.Luz dorada sobre todas las cosas.
Se tu analizzi, vedrai che nelle persone c'è un angolo oscuro e tenebroso in cui non vogliono entrare, angolo oscuro in cui tu, personalmente, non entrerai mai. È deciso, solo le Parole daranno ristoro.Favola della creazione dell’acqua piovana
Un giorno in cui tutto era secco e il sole spaccava le pietre, Dio pensò:
- Manca qualcosa. Che cosa sarà? Il sole c’è già, la luna mi tocca domani, oggi è venerdì, devo fare qualcosa e non so cosa sia.
Un calabrone gli ronzava vicino: zzz zzz zzz!
- Che sia il miele?
- Prima di tutto non è un’ape, ma un calabrone e, secondo, il miele è già stato creato.
- Che sia la polvere?
- No, è già stata creata.
- Che sia la Mia Impronta.
- Sì, è la Tua Impronta Divina.
- Impronta Divina? Si fa presto a dirlo. Qua si inventa ogni giorno qualcosa. Impronta Divina, e cos’è?
- Un segno perenne di amore.
- Un segno perenne di amore. Belle parole, ma traducile in fatti concreti, contanti e sonanti. L’impronta del Piede Divino in segno perenne di amore; come dire: fa tutto Tu che io lancio idee. Dunque: impronta d’amore. Che cos’è che rappresenta l’amore?
- L’acqua, portatrice di vita.
- Andate sempre avanti a frasi fatte: acqua portatrice di vita. Intanto la Vita sono Io e Io non porto nessuno, che ognuno si porti da sé, che ho dato a ciascuno la vita e le gambe per camminare. Dunque dicevo: datrice di vita: questa è la parola: non, portatrice di vita. DATRICE! Avete capito? Il mare ne è pieno, l’ho appena creato. Datrice di vita vuol dire che dona dall’alto e dal basso in alto. Ci sono, è la pioggia!
- La che?
- La pioggia: acqua che cammina-datrice-di-vita: una sola parola: pioggia, perbacco! Come non ci avevo pensato? Bella come invenzione! L’acqua che cammina-portatrice-datrice-di-vita. Che scende e che sale, che va su e va giù.
Bello! Come mi piace!
E zicchete zacchete! In un lampo fece la pioggia: l’acqua piovana datrice di vita che va su e va giù e non si ferma mai, poi un imprevisto, sono stati i monsoni, ma questa è una lunga storia dell’India ed è un capitolo a parte.
- Hai capito come è nata l’acqua piovana?
- Sì.
Domani tocca l’Aurora.Ti spiegherò come è nata l’Aurora. Un po' misteriosa ‘sta Aurora. Si fa poco vedere ed è bella. Sua sorella, l’Alba, è ancora più pallida, ma è schiva anche lei. Domani tocca spiegare l’Aurora, e l’Alba mercoledì.
È già tardi. Va a dormire. È l’ora del sonno. A domani. Io veglio.
Un giorno il Signore si alzò stanco morto, non aveva dormito in tutta la notte e non aveva chiuso occhio se non per sforzarsi di non guardare il soffitto (del cielo, naturalmente) e decise di fare qualcosa perché non aveva dormito per il gran caldo.
Purtroppo l’aria calda va su e il giorno prima il sole aveva veramente esagerato, così che anche le nuvole scottavano e non c’era verso di salvarsi dal riverbero incessante. E il sole tornava a picchiare.
“A invenzione fatta, non c’è rimedio”, si ricordava il Signore di un antico proverbio cinese che aveva sentito appena inventata la Cina: “Non dare un pesce a chi non ha da mangiare, insegnagli a pescare.” “La moglie la picchio ogni giorno, lei sa perché.” E così via.
La Grande Muraglia cinese è stata costruita con la forza e la saggezza: la forza delle braccia cinesi e la saggezza di chi propinava sberle e proverbi, se qualcuno alzava la testa per vedere se il sole finalmente tramontava, perché, al buio, naturalmente, i sassi non sarebbero stati collocati per il verso giusto e così, a qualcuno gli si annebbiò veramente la vista a forza di guardare se il sole tramontava e, per evitare problemi, gli occhietti diventarono a mandorla e piccoli, piccoli e neri.
- Dunque “A invenzione fatta non c’è rimedio” dici tu, piccolo popolo cinese, che Io ho messo vicino al Fiume Giallo e vicino al Fiume Azzurro perché tu diventi grande e potente e insegni a pescare a chi non lo sa? Bè, ti sbagli. Il rimedio c’è: Io non cambierò mai il sole, l’ho creato così e Mi va bene, ma il caldo, il caldo sì che lo posso cambiare. Annullare no, perché è parte del sole e il sole va bene così com’è, ma Io ti dico, piccolo popolo cinese, che esiste un rimedio ed è l’aria su sé involvente, avvolgente, sé ripetente, rinfrescante.
- E come, di venia?
- Circuito.
- Cilcu-che?
- Circuito, somaro! (in senso affettuoso, naturalmente) Il circuito è ciò che torna sopra se stesso e non finisce mai, se non quando la carica elettrica è finita, ma questo è un altro problema. Dunque, circuito. Prendo una scatola, faccio dei buchi appropriati e la dispongo in direzione del vento Maestrale, da Nord-Ovest a Sud-Est, Libeccio, e lì, nel punto d’incontro, avviene lo scambio di temperatura: freddo il Maestrale, caldo il Libeccio, si mescolano dentro la scatola ed appare l’aria tiepida, tipo brezza marina, del mese di maggio, e così tutto l’anno. Senti, popolo cinese, a proposito, che cosa ne fai della Muraglia?
- Attlazione tulistica, 10 pens a tulista, fanno 1000 milioni di pens e popolo cinese mangia.
- Il popolo cinese mangiava lo stesso, anche senza la Muraglia, avete i campi, i mari e le montagne, ma non sapete distribuire la terra, le montagne, il mare. Non c’era bisogno della Muraglia, ma già che c’è, perché non l’usate come pista di pattinaggio a livello mondiale, o come circuito del Jarama per le moto?
- Cilcuito? Scatola con glandi buchi, vento del Nold, vento del Sud?
- No, quello è un altro circuito. Vedi, piccolo popolo cinese, l’uomo inventa tante cose, tantissime, ma chiama circuito quello dell’aria, quello dell’acqua, quello elettrico e quello delle moto, poi c’è il circuito chiuso, ma questo te lo spiego un’altra volta.
A domani. Riposa, piccolo popolo cinese, la Muraglia è là che ti protegge e veglia tutta la notte il tuo sonno.
Piccolo, grande popolo cinese, quando aprirai le tue braccia all’Amore di Dio che ti attende? Dì, piccolo, grande popolo cinese, o che non Lo vedi, o com’è che non ci credi?